Quando l'anima scrive e il cuore ascolta: l'incontro con Federico De Rosa
Il 16 marzo, presso la Scuola Secondaria di I grado “E. Segrè”, abbiamo avuto l'onore di ospitare Federico De Rosa, scrittore, divulgatore e giornalista, insieme a suo padre Oreste. E’ stato un incontro che ha toccato le corde più profonde della nostra umanità, una lezione di vita che resterà impressa nel DNA del nostro Istituto.
Federico è un ragazzo autistico non verbale che comunica con il mondo attraverso il suo computer. Vedere le sue parole scorrere sullo schermo, mentre la mano del padre gli sfiorava le spalle per "stabilizzare la sua concentrazione", è stato un viaggio commovente nell’empatia, mostrandoci la bellezza di un legame simbiotico fatto di forza e straordinaria positività.
Durante l'incontro, Federico ha ricordato con affetto la sua professoressa Federica "per non aver avuto paura di lui".
Dall’incontro sono emersi messaggi potentissimi che Federico ha voluto consegnare a noi docenti in momenti diversi, caricando di senso ogni battito di tastiera.
"Pensatemi diverso e non rotto."
Un invito a cambiare prospettiva, a non guardare alla disabilità come a qualcosa di “danneggiato da riparare”, ma come a una diversa e legittima modalità di essere.
"Aiutate i miei piccoli fratelli autistici."
Parole di stupendo e profondo richiamo, che sono diventate un impegno per tutti i presenti
Federico ci ha chiesto di essere il ponte per chi, come lui, attraversa lo spettro autistico, esortandoci a superare ogni timore e ad accogliere ogni studente nella sua preziosa unicità. La conferenza si è chiusa con un dono finale, una frase di Federico che ha illuminato l'intera aula:
"Grazie per questo tempo di gioia."
Siamo noi a ringraziare te, Federico, e tuo padre Oreste. Usciamo da questo incontro con gli occhi lucidi, il cuore colmo di tante emozioni e la mente aperta, consapevoli che la fragilità, quando è sostenuta dall'amore e dalla competenza, diventa una forza inarrestabile che illumina la scuola e la vita.






